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DCA “Mi sento sola/o!” Testimonianza

by ChiaraSole

Una delle frasi che ho sentito dire di più, e che ho detto di più, è: “MI SENTO SOLA/0!”

Ma non quella solitudine dettata dal non stare insieme alle persone o quei momenti che possono arrivare di tanto in tanto, bensì un tipo di solitudine che esiste e ti inghiotte SEMPRE!

Un vuoto che infiamma lo stomaco e che nel contempo rende gelido tutto il corpo.

Un’emozione talmente forte, pungente, persistente, dolorosa e disarmante che è davvero difficile trovare le giuste parole per riuscire a spiegarla.

Si tratta di qualcosa di inesauribilmente profondo, nulla può alleviare tutte quelle sensazioni che una ad una trafiggono cuore e mente come fossero lance ben affilate.

Ci si trova in balia di un nulla, si vive il nulla e ci si sente nulla. SOLI indipendentemente da tutto e tutti. E’ viscerale quel sentire.

Mi vengono i brividi solo a ricordarlo!

“…. Mi sento così solo/a…” Per quanto mi riguarda, quell’espressione significava tante cose. Provo ad elencarne solo alcune letture:

La sofferenza che vivevo dentro come ad esempio la percezione abnorme e/o deforme del mio corpo. Il fatto che mangiassi una foglia di insalata, o 20 chili di pasta la sentivo talmente mia e inspiegabile all’esterno, da farmi catapultare in un’altra dimensione nella quale nessuno poteva venire (e tanto meno capire)…. per non parlare di tutta la parte dei RITI che DOVEVO eseguire e tutta la parte infernale post sintomi.

Non riuscivo a dare un nome a tutte quelle emozioni… era un gomitolo infinitamente ingarbugliato di sensazioni che non ero in grado di riconoscere e quindi di spiegare a nessuno. Mi riempivano tanto da svuotarmi, comprendo che sembra un paradosso, ma ciò che non si riconosce trasmette effetti anche contraddittori e mi facevano sentire un grande vuoto pieno di nero e nulla glaciale. Anche da questo il senso di solitudine estremo.

Mi sentivo sola, anche perché evitavo di condividere ciò che stavo vivendo, un po’ per vergogna, un po’ perché mi sentivo un’aliena.

Non denunciavo l’esistenza di quanto io stessi facendo, tutto abitava SOLO dentro di me… le persone intorno non potevano saperlo e io spesso mi aspettavo che lo immaginassero senza nessuna mia comunicazione verbale.

Io non MI capivo, ma è come se inconsciamente mi aspettassi che gli altri dovessero capire da un mio sguardo, da un atteggiamento e così via.

E allora mi arrabbiavo… perché nessuno capiva e io MI SENTIVO ANCORA PIU’ SOLA!

Mi sentivo sola, anche perché mi isolavo. Mi sentivo sola perché pensavo di essere la mia malattia!

Nessuno è la sua malattia, bensì una persona, appunto, con una malattia. 

ChiaraSole Ciavatta

Leggi anche DCA: …”Quanto mi sono odiata!”… @chiarasolems

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